Le Petit Designer Prodige

Le Petit Designer Prodige

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Fu la parola meravigliosa ad attrarmi per prima, seguita da capacità di...
Le parole hanno sempre avuto sul mio animo un fascino irresistibile, perciò cominciai a chiedermi cosa potesse essere quella meravigliosa capacità di...

Qualsiasi cosa fosse valeva la pena di essere ascoltata - almeno ancora un po’- anche solo per ammazzare il tempo, mentre attendevo quell’ennesimo treno. Così nel prestar attenzione al discorso, la meravigliosa capacità si completò con un di ehm.

Si trattava della meravigliosa capacità di EHM dunque...Ma non mi era ancora molto chiaro...

Con naturalezza, e fingendomi intenta nella complicata attività di girare il cucchiaino nella chicchera per sciogliere con cura ogni granello di zucchero, mi avvicinai impercettibilmente ai miei vicini di tavolino: lo feci con nonchalance e di quel tanto che bastava per saperne un po’ di più. “Lo chiamano Ehm” riprese il signore dal mezzo cilindro (che da quella distanza rivelava la sua nota turchina) “per la sua sua titubanza nel dire ciò che sa fare.”

La meravigliosa capacità aveva un nome, dunque... un proprietario almeno. La meravigliosa capacità era quella di EHM. Ma di cosa si trattasse ancora mi era oscuro. Porsi ancora l’orecchio e il signore dal mezzo cilindro continuò: Apparentemente incerto, Ehm è noto - in un certo mondo - per la sua prodigiosa capacità di inventare. No, no, vorrei dir meglio, più che di inventare ...per la sua capacità di costruire. Pare infatti sia dotato fin dalla nascita di un singolare talento: sa immaginare i luoghi a cui decide di far visita, in modo davvero speciale... come dire... come fossero già vissuti, completi di tutto ciò che serve. Sa dar vita a ciò che tocca con una creatività tanto concreta da saper rendere possibili, financo semplici, soluzioni ardite e ritenute impossibili dai più.

Qualcuno l’ha definita creatività spaziale.

Nel senso che proviene da altri mondi?” interloquì sorpreso l’amico contemporaneo “No, nel senso che sa animare qualsiasi spazio”. Forse era un po’ come se Ehm sapesse intercettare il genius loci di luoghi (e non luoghi) e lo sapesse far esprimere. Manifestarlo, ecco. Sì forse così sa dialogare con i jiin e quindi sa cosa al genius loci può far piacere e cosa meno.

...Si racconta infatti che gli oggetti adatti ai luoghi che visita appaiano magicamente di fronte al suo occhio. E che poi sia semplice per lui saperli realizzare, per quanto strani siano...”

Questa meravigliosa capacità di Ehm comincia- va ad ammaliarmi... Ma non era carino origliare conversazioni altrui... lo sapevo e me lo stavo ripetendo, mentre il cameriere aspettava con una certa urgenza che io mettessi qualche moneta sullo scontrino che mi aveva lasciato almeno venti minuti prima nel piattino di plastica scura. (Quello sì che avrebbe avuto bisogno dell’intervento magico di Ehm...)

Non era carino... ma ho ascoltato ancora per un po’, forse anche solo per poter ora raccontare a voi di questa strana storia.

Così come la ricordo. ……

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